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IL PIANO DI ZONA 2006-2008

 

 

Il Piano di Zona 2006-2008 nasce dopo un’esperienza triennale di lavoro caratterizzata, come prevedibile, da aspetti positivi e da alcune criticità.

 

Uno dei principali problemi che l’Assemblea dei Sindaci (organo politico chiamato a governare il sistema dei servizi contenuti nel Piano) ha dovuto affrontare in fase di elaborazione e di gestione del primo Piano (2003-2005) è stato il superamento della frammentazione delle politiche dei singoli Comuni e dei singoli settori, finalizzato all’avvio della costruzione di quella che potremmo definire una politica sociale di zona. Rispetto a questo punto sono stati compiuti alcuni significativi passi avanti testimoniati, in primo luogo, dal fatto che nel Regolamento di funzionamento della suddetta Assemblea è stato possibile prevedere che i Comuni contrari ad uno o più interventi previsti dal Piano stesso potessero astenersi dall’attuarli senza però ricevere risorse per fare altro.

 

Questa scelta muoveva dalla volontà di responsabilizzare i singoli Enti sull’importanza e la necessità di approfondire le problematiche fino ad addivenire a decisioni il più possibile condivise; il fatto che tutte le scelte siano state assunte dopo ampia discussione e all’unanimità e che laddove non ci fosse accordo fra tutti siano state rinviate e/o ridiscusse, conferma l’impegno di tutti gli Enti ad aderire a logiche comuni. Gli attori di questo sistema, tuttavia, non sono solo gli Enti Locali che siedono all’Assemblea dei Sindaci ma sono prima di tutto la collettività, in quanto portatrice di risorse (non sempre in forma consapevole) e di bisogni e, in secondo luogo, i soggetti che hanno capacità e competenze per prospettare e progettare, insieme ai Comuni, interventi idonei ad affrontare e fronteggiare i bisogni stessi.

 

Questi soggetti sono stati individuati nelle Istituzioni, nel Terzo settore e nel ricco mondo associazionistico che caratterizza il nostro territorio; ognuno di questi si interfaccia direttamente con categorie di portatori di interessi e di bisogni diversi e costituisce un partner per gli Enti Locali nella costruzione di quel sistema dei servizi attraverso il quale le differenti esigenze sociali vengono ricomposte. Queste forme di partenariato, oltre a rispondere ad una logica di sussidiarietà, hanno in parte già consentito e consentiranno ancora di più nel futuro, di ponderare i singoli problemi  nell’ambito della complessità sistemica delle esigenze sociali del territorio, facilitando la comprensione delle urgenze e la definizione del sistema delle priorità di intervento.

 

Con questo secondo Piano di Zona si intende proseguire sulla strada intrapresa per migliorare ulteriormente la consapevolezza dell’importante ruolo che l’Assemblea dei Sindaci, l’Ufficio di Piano ed i partner sopra citati sono chiamati a svolgere rispettivamente nella programmazione e nella progettazione/gestione delle politiche sociali del territorio, non solo limitatamente ai fondi 328/00 ma a tutte le risorse, umane ed economiche, su cui il territorio stesso può contare. Questo significa, fra le altre cose e forse prima di tutto, adoperarsi per identificare forme organizzative stabili e meccanismi di coordinamento in grado di garantire un corretto svolgimento dei processi e delle attività connesse ai servizi che caratterizzano l’Ambito Distrettuale.

 

E’ importante comprendere come l’evoluzione del sistema stia portando ?la zona sociale? ad essere sempre più la principale artefice delle politiche del proprio territorio; tutte le fonti di finanziamento del sistema, infatti, passeranno da lì, sia quelle che derivano dai Comuni, sia quelle che Stato e Regioni trasferiscono per sostenere il sistema stesso. La funzione di intermediazione fino ad ora svolta dall’Asl (es. ripartizione dei fondi regionali) viene a mancare ed il territorio si riappropria a tutti i livelli della titolarità dei servizi. Questo cambiamento costituisce senza dubbio una importante scommessa per il futuro ma, d’altro canto, chiede e al tempo stesso riconosce al territorio e alle sue risorse la capacità di prendersi cura dell’?interesse? dei propri cittadini. 

 

 >>>>scarica il Piano di Zona 2006-2008



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