I cittadini stranieri residenti in Provincia di Brescia stanno assumendo un’importanza sempre più crescente, sia in termini di valore assoluto, sia per la rappresentanza delle etnie presenti sul territorio; Brescia, infatti, è la quarta provincia italiana in termini di numero assoluto di immigrati, mentre è la prima se si considera la percentuale rispetto ai residenti autoctoni.
Anche nel territorio del Distretto 2 di Brescia Ovest il fenomeno migratorio ha raggiunto, negli ultimi anni, livelli inaspettati e impensabili, creando in alcuni casi, situazioni di marginalità che devono essere affrontate con politiche specifiche e mirate, ma non per questo ghettizzanti o penalizzanti.
Le politiche pubbliche che trattano delle problematiche legate all’integrazione dei cittadini stranieri devono promuovere la diffusione di atteggiamenti culturali capaci di coniugare i principi della legalità con quelli della solidarietà e la riconoscenza del valore culturale di cui tutti sono portatori.
Per tale motivo è fondamentale conoscere le esigenze degli immigrati e renderli il più possibile partecipi della vita sociale dei Paesi. Per perseguire questo obiettivo è necessario facilitare l'acquisizione dei diritti di cittadinanza,che passa soprattutto attraverso il possesso di competenze linguistiche necessarie per comunicare e la conoscenza del territorio e dei servizi.
L’integrazione dei cittadini stranieri rappresenta ormai da diversi anni un settore di intervento sociale su cui i Comuni dell’Ambito hanno dedicato impegno e risorse crescenti. Sempre più frequentemente, inoltre, i Servizi Sociali Comunali si sono trovati a dover fronteggiare situazioni di emergenza relative a donne straniere che subiscono violenza o a minori stranieri non accompagnati, destinando a questi interventi ingenti risorse economiche.
E’ di tutta evidenza come l’accoglienza e l’inserimento sociale dei numerosi stranieri regolarmente residenti in Italia non possa essere considerata responsabilità esclusiva degli Enti Locali, ma debba piuttosto essere affrontata in termini complessivi, a partire da adeguate politiche nazionali. E’ per questa ragione che con questo documento si ritiene opportuno sollecitare una riflessione sull’importanza che lo Stato, in primis, semplifichi e riduca i tempi per l’ottenimento dei diritti di cittadinanza degli stranieri regolari, spesso prima causa delle difficoltà di inserimento, e garantisca adeguato sostegno alla realizzazione dei complessi percorsi di presa in carico finora attuati dai singoli Comuni, anche in termini di condivisione degli oneri economici tra amministrazione centrale e autonomie locali.