Vai alla home page

clicca per ritornare alla modalità grafica


Benvenuti nel Portale del Distretto di Brescia Ovest

Ogni pagina è divisa in tre parti:
  • indicazione della pagina rispetto all'albero di navigazione: premere contemporaneamente i tasti alt e 1
  • contenuto della pagina: premere contemporaneamente i tasti alt e 2
  • men di navigazione: premere contemporaneamente i tasti alt e 3

Queste tre parti si presentano sempre nella stessa sequenza in ogni pagina e sono identificate dal un tasto di accesso rapido per essere lette/ascoltate da un lettore testuale. Questo consente una rapida e agevole navigazione da parte di chi utilizza un lettore testuale, in modo che non debba essere obbligato ad ascoltare tutto il testo di una pagina per accedere al menù, o viceversa sia costretto ad ascoltare tutte le volte lo stesso menu prima di poter accedere al contenuto della pagina.

[Questo testo per migliore accessibilità da sostituire con link a pagina ecm in modo tale che il non vedente non debba ascoltarsi ogni volta questo testo]
clicca per consultare l'elenco completo delle access key
Azienda Speciale Consortile ''Ovest Solidale'' Indirizzo: Via Peracchia 3, 25064 Gussago BS tel. 0302524684 fax 0302525197 email uffpiano@gussago.com
 
 
 

IL PIANO DI ZONA 2009-2011

 

 

Questo Piano di Zona nasce dopo l’introduzione di alcune importanti novità legislative (in applicazione della Legge quadro 328/2000), prima fra tutte l’entrata in vigore della L. R. 3 del 12 marzo 2008 Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario, cui hanno fatto seguito una serie di delibere della Giunta Regionale e di circolari applicative che hanno dato corpo ai contenuti della Legge stessa, fra cui la deliberazione n° 8551 del 3 dicembre 2008 Determinazione in ordine alle Linee di indirizzo per la programmazione dei Piani di Zona 3° triennio 2009-2011.

 

Si tratta di un Piano che, ancor di più rispetto a quello triennale in scadenza, deve necessariamente inserirsi nel quadro generale delineato dalle disposizioni regionali, in primis, e dal recepimento che di esse viene dato dall’Asl di Brescia anche attraverso il Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari. Con la normativa succitata, infatti, la Regione esercita funzioni, se possibile ancora più pregnanti rispetto al passato, di regolazione, programmazione, coordinamento e indirizzo nel settore dei servizi sociosanitari e sociali, attraverso l’attuazione di strumenti e procedure volti a promuovere la collaborazione degli Enti Locali con l’Asl e con tutti i soggetti intermedi, presenti nella società, primo fra tutti le rappresentanze del cosiddetto Terzo Settore. Il Piano di Zona diventa, in questo contesto, lo strumento della programmazione locale della rete d’offerta sociale e dell’attuazione dell’integrazione tra la programmazione sociale e quella socio sanitaria, il tutto in rapporto al sistema della sanità, dell’istruzione, della formazione, della casa e del lavoro.

 

Tre sono i principi e gli obiettivi posti al centro della normativa e che costituiscono, di conseguenza, i cardini di questo documento:

-  la centralità della persona e il sostegno alla famiglia: il sistema dei servizi e delle prestazioni deve essere pensato per rispondere ai bisogni di salute, assistenza e tutela delle persone all’interno delle loro comunità locali e non essere condizionato dal sistema di offerta di prestazioni e servizi che induce e determina la domanda;

-  il diritto alle prestazioni, tema che si collega inevitabilmente alla questione della compartecipazione degli utenti al costo dei servizi;

-  il rapporto tra pubblico e privato.

 

Il modello lombardo del welfare, che si traduce nel relativo sistema dei servizi alla persona, ha sofferto e soffre, come del resto quello di altre Regioni, della generale crisi del welfare state: l’aumento dei bisogni, l’invecchiamento progressivo della popolazione, l’ingresso di nuove categorie di utenti. Questo scenario è ulteriormente aggravato dall’intensificarsi della congiuntura economica negativa, che sta interessando l’Italia intera ma anche il resto del mondo.

 

Il modello delineato dalla Regione Lombardia intende contrastare lo scenario descritto ponendo al centro del sistema il cittadino con i propri bisogni: resta tuttavia da chiarire come il carattere di universalità del diritto di accesso si confronti con la reiterata ed articolata previsione dei limiti cui questo accesso è subordinato, primo fra tutti il limite delle risorse disponibili come punto di riferimento per la definizione della rete dei servizi.

 

Su questo tema si inserisce anche la questione della compartecipazione degli utenti al costo del servizio, nella misura in cui anch’essi contribuiscono alla definizione del complesso delle risorse disponibili per il funzionamento ed il finanziamento della rete stessa. Comuni e Ambiti Distrettuali sono chiamati a confrontarsi con una prolifera giurisprudenza in materia, che sembra sempre più orientata, soprattutto rispetto all’utenza disabile, a non contemplare forme di contribuzione ai servizi da parte delle famiglie, interpretando in tal senso i disposti del D.Lgs. 130/2000, con evidenti ripercussioni sull’entità delle risorse che compongono il sistema e, per certi versi, anche sulla corresponsabilizzazione degli attori coinvolti nei progetti individualizzati, sanciti dalla L.328/2000 e ribaditi dalla L.R. 3/2008.

 

L’ultimo tema enunciato è quello relativo al rapporto pubblico/privato. La parità tra soggetti istituzionali e soggetti privati (profit o meno), che sembra emergere dal testo normativo, non afferisce alla definizione delle politiche generali bensì, sussistendone le condizioni, il riferimento è ad una parità a livello pratico. In sostanza se le istituzioni constatano che il terzo settore in forma associata, impresa sociale, consorzio ecc, agisce in modo efficiente ed efficace in relazione alle attività che gli vengono richieste e alla domanda posta, ad esso va riconosciuta pari dignità in termini di confronto e di dialogo, senza che ciò comporti alcuno svuotamento del ruolo dei soggetti istituzionali, in capo ai quali resta la definizione delle politiche sociali territoriali.

 

 >>>>scarica il Piano di Zona 2009-2011

 



link comuni
Servizi on-line
area riservata




clicca per accedere al validatore html 4.01, il sito verra'  aperto in una nuova finestra clicca per accedere al validatore css, il sito verra'   aperto in una nuova finestra sito internet validato wcag wai a   :: accessibita' :: mappa del sito :: access key ::   Visualizza il testo con caratteri normali  Visualizza il testo con caratteri grandi  Visualizza il testo con contrasto elevato  Visualizza i contenuti senza la presenza della struttura grafica

Portale internet del Distretto di Brescia Ovest realizzato da Progetti di Impresa srl © 2008

clicca per ritornare alla modalità grafica